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Protezione
della pelle e degli occhi in montagna.
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PROTEZIONE
DELLA PELLE E DEGLI OCCHI IN MONTAGNA
Per
quanto riguarda i rischi della radiazione solare in montagna,
organo più colpito si rivela in modo quasi specifico la
pelle.
Esistono vari tipi di pelle e pertanto, anche in montagna è
necessario usare provvedimenti protettivi, come creme adatte per
ogni tipo di pelle, per evitare noiose scottature, a volte perfino
di terzo grado.
E' necessario infatti ricordare che la radiazione solare in montagna,
in modo particolare quella a più corta lunghezza d'onda
e sopra i 2000 m., è molto intensa e superiore anche a
quella del mare aperto.
Si avverte meno, perché la temperatura è molto più
bassa, ma brucia in modo molto più veloce.
E' utile ricordare anche che il sole esplica sulla cute una buona
funzione seboregolatrice agendo come desquamante e favorendo la
purificazione della pelle.
Il sole di montagna, come quello di mare aperto, è molto
utile nella psoriasi, anche se la sua azione è ancora in
parte sconosciuta; meno nella vitiligine e negli eczemi.
Ma la radiazione solare intensa e prolungata produce un anticipato
invecchiamento della pelle e, soprattutto al di sopra dei 3000
m, favorisce la produzione di epiteliomi e melanomi oppure riattiva
quelli silenti.
E' necessario a questo punto ricordare che, in modo particolare
sopra i 1500 m., bisogna proteggere, oltre la pelle, anche gli
occhi, per evitare noiose cheratiti e congiuntiviti, specialmente
in presenza di terreno innevato, il quale riflette in modo molto
elevato la luce solare.
Per esposizioni molto prolungate si ipotizza anche un danno al
cristallino, con formazione di cataratta precoce.
Per ottenere una buona protezione si devono usare lenti scure
di ottima qualità, perché gli occhiali scuri comunemente
usati, pur riducendo le radiazioni visibili dal 40 al 60%, dilatano
la pupilla. In questo modo le radiazioni ultraviolette, che non
sono attenuate dalle lenti scure comuni, addirittura entrano nell'occhio
in misura maggiore, alterando cristallino e retina.
Lenti di ottima qualità invece fermano, in modo molto buono,
le radiazioni nel campo dell'ultravioletto e lasciano passare
le visibili, che non portano alcun danno.
Da qualche anno sono diventati di moda occhialini di cartone che
possono essere utilizzati in modo veramente proficuo, ma che di
norma sono poco accetti dal punto di vista estetico, perché
lasciano un ampio alone bianco intorno agli occhi, con epidermide
non sufficientemente abbronzata come quella del viso.
L'ABBRONZATURA
IN MONTAGNA
Per
quanto riguarda l'abbronzatura in montagna, valgono più
o meno gli stessi consigli dati per l'abbronzatura al mare.
In più però non bisogna passare sotto silenzio il
fatto che, essendo la temperatura, specie al di sopra dei 1500
m., di almeno dieci gradi più bassa che in ambiente marino,
è più facile, nella ricerca di una abbronzatura
bella e veloce, esporsi al sole per un tempo superiore a quello
che quel dato tipo di pelle richiede.
Purtroppo, in questo modo, ci si ritrova alla sera con scottature
vaste e fastidiose, che, guarendo in modo lento, cancellano tutti
i benefici che si sarebbero potuti trovare comportandosi in modo
più accorto, lasciando da parte la fretta, che è
sempre cattiva consigliera.
IL
SOLE E LA LUCE IN MONTAGNA
I
FOTOTIPI DI PELLE
Tempo
massimo di esposizione al sole - Indice UV:
CATEGORIA
|
INDICE
UV |
TEMPO
MASSIMO
DI ESPOSIZIONE PER EVITARE
UN ERITEMA CUTANEO |
ESTREMA
|
MAGGIORE
DI 9.0 |
MENO
DI 15 MINUTI |
ALTA
|
DA
7.0 A 8.9 |
20
MINUTI CIRCA |
MODERATA
|
DA
4.0 A 6.9 |
30
MINUTI CIRCA |
BASSA
|
MINORE
DI 4.0 |
UN’ORA
O PIÙ |
L'accentuazione
o la diminuzione dell'intensità ultravioletta dipende dalla
nuvolosità:
| CIELO
SERENO |
CIELO
NUVOLOSO |
CIELO
COPERTO |
11.0
|
6.6
|
3.3
|
10.0
|
6.0
|
3.0
|
9.0
|
5.4
|
2.7
|
8.0
|
4.8
|
2.4
|
7.0
|
4.2
|
2.1
|
6.0
|
3.6
|
1.8
|
5.0
|
3.0
|
1.5
|
4.0
|
2.4
|
1.2
|
3.0
|
1.8
|
0.9
|
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