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Il
Sole e la montagna. |
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IL
SOLE E LA LUCE IN MONTAGNA
E'
noto da molto tempo che la radiazione solare in ambiente montano
è molto più ricca di radiazione ultravioletta rispetto
alle zone di pianura, sia per la grande limpidezza e luminosità
del cielo, sia anche per il fatto che lo smog arriva fino all'altezza
dello strato di inversione, di norma sui 300 m. durante la stagione
invernale, tra i 600 e gli 800 m. nelle altre stagioni.
In questo modo la radiazione solare in montagna, se ben dosata,
porta veramente dei buoni effetti su tutto l'organismo, in modo
particolare in tutte quelle forme che abbisognano di una sferzata
riequilibratrice delle difese immunitarie.
Pertanto l'indicazione principale per il clima di montagna è
il seasonal affective disorder -SAD(vedere),
disturbo affettivo stagionale, che si presenta come alterazione
patologica duratura del tono dell'umore, con fasi alterne di depressione
e di eccitazione, depressione in autunno-inverno ed eccitazione
in primavera-estate. Il SAD può veramente trovare un buon
miglioramento, passeggiando per qualche tempo al sole di montagna,
specie nei mesi di febbraio e marzo, proprio per il fattore luce,
molto più persistente ed intenso che non in pianura.
Il ruolo chiave del SAD e' da ricercarsi, secondo studi molto
recenti, nell'attività dell'epifisi, che reagisce in modo
diverso, a seconda dell'intensità della luce, cioè
degli stimoli luminosi. Ed e' ovvio constatare come in primavera
sia l'intensità, sia la durata della luce del sole siano
in continuo aumento.
E' noto anche come qualsiasi tipo di luce, sia essa naturale od
artificiale, influenzi i livelli ormonali, la temperatura corporea,
l'attività del cervello e perfino l'umore dell'individuo.
La retina, stimolata dall'intensità della luce, invia segnali
di tipo elettrico al Pace-Maker ipotalamico, localizzato a livello
dei nuclei soprachiasmatici e questi li inviano direttamente ad
altri centri ipotalamici, all'ipofisi e all'epifisi.
L'epifisi produce l'ormone melatonina, di cui tanto si discute
in questo periodo, che dipende dai valori più o meno elevati
della luce esterna, con valori massimi nel plasma durante la notte.
La pineale quindi libera melatonina in modo ritmico, informa ed
invia dati sull'ambiente esterno ai nuclei soprachiasmatici.
In questo modo si produce una sincronizzazione tra variazioni
dell'ambiente e variazioni nell'interno dell'organismo, sempre
attraverso l'ipotalamo, l'ipofisi e l'epifisi che regolano poi
cuore, fegato, reni, intestino e ghiandole surrenali, elaborando
una notevole quantità di messaggi ormonali.
Quindi diventa fattore molto importante la lunghezza del periodo
di luce.
Nel periodo invernale le giornate sono molto più corte
delle notti, specie al nord e pertanto l'organismo si ritrova
con una diminuzione delle difese organiche.
Seguono questo ritmo anche la temperatura, il sonno, la secrezione
degli ormoni, in modo particolare i livelli serici di serotonina,
che si presentano più bassi d'inverno, specie nei soggetti
depressi, per una diminuita capacita' delle piastrine di legare
serotonina.
In primavera poi i livelli serici di serotonina cominciano ad
aumentare e la depressione si allenta.
Il SAD, come e' logico, aumenta con la latitudine: più
la latitudine e' alta, più le ore di luce diminuiscono
durante i mesi che vanno da ottobre a marzo.
Il SAD e' più frequente nelle femmine in età riproduttiva
ed in determinati gruppi familiari.
Si presenta con sensazione di disagio, aumento di peso, astenia,
sonnolenza, sebbene con esami di routine negativi.
Poco utili, sia i vitaminici, sia gli anoressizzanti, sia i ricostituenti
come pure la psicoterapia.
Sembra invece utile qualche antidepressivo del tipo inibitore
selettivo del re-uptake della serotonina, come pure la "fototerapia",
della quale esiste da poco tempo qualche centro anche in Italia.
La cura del sole e della luce in montagna si rileva utile anche
come energico ricostituente nelle anemie ipocromiche ed iposideremiche,
in alcuni tipi di dermatosi, in modo particolare quelle allergiche
da polveri o inquinamento atmosferico, nelle broncopatie asmatiformi,
nelle convalescenze dopo malattie infettive o debilitanti, oppure
dopo indaginosi interventi chirurgici, come terapia stimolante
di tutto l'organismo e come rinforzo della psicoterapia.
Se ne avvantageranno anche tutti quei soggetti che presentano
diatesi linfatica, specie i bambini con grosse adenoidi e tonsilli,
svogliati e dallo scarso rendimento scolastico.
PROTEZIONE
DELLA PELLE E DEGLI OCCHI IN MONTAGNA
I
FOTOTIPI DI PELLE
Tempo
massimo di esposizione al sole - Indice UV:
CATEGORIA
|
INDICE
UV |
TEMPO
MASSIMO
DI ESPOSIZIONE PER EVITARE
UN ERITEMA CUTANEO |
ESTREMA
|
MAGGIORE
DI 9.0 |
MENO
DI 15 MINUTI |
ALTA
|
DA
7.0 A 8.9 |
20
MINUTI CIRCA |
MODERATA
|
DA
4.0 A 6.9 |
30
MINUTI CIRCA |
BASSA
|
MINORE
DI 4.0 |
UN’ORA
O PIÙ |
L'accentuazione
o la diminuzione dell'intensità ultravioletta dipende dalla
nuvolosità:
| CIELO
SERENO |
CIELO
NUVOLOSO |
CIELO
COPERTO |
11.0
|
6.6
|
3.3
|
10.0
|
6.0
|
3.0
|
9.0
|
5.4
|
2.7
|
8.0
|
4.8
|
2.4
|
7.0
|
4.2
|
2.1
|
6.0
|
3.6
|
1.8
|
5.0
|
3.0
|
1.5
|
4.0
|
2.4
|
1.2
|
3.0
|
1.8
|
0.9
|
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