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I
FENOMENI FLUTTUANTI.
E
doveroso ricordare le ricerche del fisico fiorentino Giorgio Piccardi
(pagina
in costruzione) in merito a quei fenomeni da lui
scoperti, denominati "fenomeni fluttuanti". Sono perturbazioni
di origine in prevalenza elettromagnetica che arrivano sulla Terra
dallo spazio, in gran parte dal sole, e presentano un andamento
fluttuante nel corso del tempo.
Il metodo da lui ideato per analizzare queste perturbazioni, si
avvale di test chimici molto semplici, ripetibili ogni giorno,
in modo da programmare su di essi una seria ed accurata analisi
statistica. Già nel 1951 Piccardi scoprì le strette
relazioni esistenti tra fenomeni cosmici, solari e chimico-fisico-biologici.
Scrisse anzi che gli studi climatologici potevano essere impostati
sulla base delle seguenti proposizioni:
"Nello
spazio che ci circonda si svolgono grandiosi fenomeni di carattere
fluttuante oggi studiati sistematicamente e minuziosamente dalla
fisica, dalla geofisica, dall'astronomia, dall'astrofisica e dalla
radioastronomia; sulla terra si svolgono pure importanti fenomeni
di carattere fluttuante oggi studiati sistematicamente e minuziosamente
dalla chimica, dalla biologia, dalla medicina, dalla psicologia
e dalla sociologia".
I
fenomeni spaziali , infatti, che sono terrestri, solari e cosmici,
agiscono a distanza mediante radiazioni e variazioni di campo
elettrico, elettromagnetico, magnetico e gravitazionale. Esse
modificano la struttura dell'acqua, delle soluzioni acquose e
dei sistemi colloidali in mezzo acquoso, che costituiscono il
substrato non vivente della vita.
Le
modificazioni strutturali possono perdurare a lungo nel tempo,
dopo che è cessata la causa modificante. E pertanto
indispensabile stabilire se esiste una relazione tra fenomeni
fluttuanti dello spazio e quelli della terra e, se esiste, determinarne
la portata.
Si
pone pertanto il problema del metodo e quello del tempo:
il
problema del metodo in quanto, mentre alcune variabili, come la
temperatura, l'umidità, e la pressione sono facilmente
controllabili (variabili tradizionali); altre forze come l'attività
solare, il numero e la classe delle eruzioni solari, il magnetismo
terrestre, l'intensità delle onde elettromagnetiche, ecc.,
non sono invece ben controllabili come le prime (variabili spaziali);
il
problema del tempo perché tutti gli esperimenti non si
possono mai riprodurre nelle stesse identiche condizioni.
Per
la sempre diversa posizione del pianeta Terra nello spazio, nella
sua corsa intorno al sole, visto che quest'ultimo si muove poi
verso la costellazione di Ercole, alla velocità di circa
19,5 Km/secondo
Ne
deriva che il tempo non è soltanto una coordinata".
Per
dimostrare tale assunto, Piccardi ha elaborato test chimici in
coppia, chiamati Test P, Test F e Test D, precipitando dell'ossicloruro
di bismuto, idrolizzando il tricloruro.
Il
Test P è dato da acqua normale in condizioni spaziali non
modificate e da acqua normale in condizioni spaziali modificate.
Il
Test F è dato da acqua normale in condizioni spaziali non
modificate e da acqua irradiata in condizioni spaziali non modificate.
Il
Test D è dato da acqua normale in condizioni spaziali modificate
e da acqua irradiata in condizioni spaziali modificate.
Le
condizioni spaziali si modificano con una schermatura metallica;
l'acqua è irradiata con un campo elettromagnetico a bassa
frequenza.
In questo modo, dopo aver effettuato per un lungo periodo di tempo,
un gran numero di coppie di esperimenti e contando quante volte,
in condizioni modificate, si è verificato un dato avvenimento
(nel nostro caso la precipitazione) rispetto al numero totale
di prove effettuate, ha ottenuto come importante prova scientifica
la "risposta numerica del test chimico", fornendo una
seria conferma su base statistica.
I test chimici compiuti da Piccardi consistono in operazioni chimiche
semplicissime, capaci però di dare risultati fluttuanti
nel corso del tempo.
Dagli esperimenti è risultato che il Test F è sensibile
alle eruzioni solari ed alle conseguenti tempeste magnetiche .
Il
Test D è interessato al grado di attività solare,
espressa in numero di Wolf, mentre il Test P è invece legato
sia all'attività solare, sia alle onde herziane lunghe
30 chilometri (cioè di 100 Khertz), classificate come onde
extra lunghe, in termine tecnico ELF.
In
più, il test D presenta anche una variazione annuale caratterizzata
da un minimo profondissimo verso la metà di marzo, legato
al moto elicoidale della terra nello spazio, dovuto alla combinazione
della rivoluzione della Terra intorno al sole, considerata come
circolare, ed al movimento del sole verso la costellazione di
Ercole, considerato invece come rettilineo.
Tutte
queste prove condotte da Piccardi e da molti altri ricercatori
in varie parti del globo dal 1951 in poi, hanno dimostrato che
i colloidi inorganici sono sensibili ai fenomeni fluttuanti.
Ma
parlare di acqua e di colloidi è come parlare di vita e
tutto ciò che da essa dipende. La vita infatti si svolge
in un complesso sistema acquoso e colloidale.
Questo
metodo può dunque essere esteso ai campi della biologia,
della medicina, della psicologia e di tutte le scienze sociali.
A
tal proposito, esperienze condotte sulla coagulazione del sangue
a Firenze nel 1955 hanno dato risultati molto chiari. I tempi
di coagulazione sotto lo schermo di rame si sono dimostrati diversi
da quelli ottenuti all'aria libera ed hanno presentato una fluttuazione
eguale a quella del Test P inorganico. Analoghi esperimenti sono
stati condotti nel 1959 a Sapporo (Giappone) presso l'Istituto
di Fisiologia, con risultati sovrapponibili. Interessante è
anche il lavoro realizzato dal veronese Mario Felice nel 1963
intitolato influsso dei fenomeni spaziali sui test chimico-biologici
correlati alla meteoropatia. Lautore rileva limportanza
dei fattori spaziali, nel condizionare lequilibro dei sistemi
colloidali, soffermandosi in particolare sulla metodica del test
P di Piccardi, traendo la conclusione che queste condizioni si
possono applicare anche in medicina, segnalando le correlazioni
tra le variazioni del test e lincidenza delle meteropatie.
Da quanto esposto si può ricavare che non solo i normali
fattori conosciuti o tradizionali, possono evidenziare o scatenare
molte sindromi (meteoropatologia), ma che il nostro organismo
è anche influenzato da fenomeni di natura più ampia,
studiati da circa un trentennio, e che potranno rivelare una portata
ben superiore a quella che già i nostri avi avevano intuito
quando parlavano di influssi solari e cosmici, senza però
poterne dare la minima spiegazione scientifica.
Dalla
scomparsa di Piccardi, questi studi sono stati tuttavia semiaccantonati.
Non ci resta che auspicare un loro ritorno, per poter dimostrare,
con assoluta certezza, che i movimenti del sole nel braccio della
nostra galassia e della Terra attorno ad esso, possano veramente
influire sulla vita individuale e collettiva della comunità
umana.
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