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Cenni sull'edema polmonare d'alta quota.
       
       
   

 

 

L'edema polmonare in pianura giunge normalmente improvviso e quasi sempre durante le ore notturne, in soggetti però affetti da scompenso cardiocircolatorio di una certa entità. E’ causato dall'eccessivo passaggio di liquido sieroso dai capillari sanguigni agli alveoli che vengono così invasi di liquido e non sono più in grado di svolgere la loro attività respiratoria normale. Il malato si sveglia improvvisamente con grandi difficoltà di respirazione (dispnea) con conseguente stato ansioso perché si sente soffocare e ha bisogno immediato di ossigeno. Se non si interviene entro breve tempo, il malato muore con tutti i sintomi dell’asfissia.
Una sindrome ancora non ben conosciuta in tutti i suoi dettagli, poco frequente, è costituita dall’edema polmonare da alta quota (High Altitude Pulmonary Edema). Il quadro patologico che si estrinseca sopraggiunge con gli stessi sintomi, ma in soggetti forti, non malati prima dell’episodio, però, di norma, poco allenati alle quote superiori ai 5000 metri, o ancora non bene acclimatati, anche se naturalmente di solito provetti alpinisti. L’edema polmonare da alta quota avviene di norma perché sopra i 5000 metri inizia quel fenomeno definito ipossia, che non dipende dalla diversa concentrazione di ossigeno, che non cambia con l'aumentare della quota, ma dalla diminuzione della pressione che lo coinvolge nell'atto respiratorio. E’ necessario dunque un periodo di adattamento dell'organismo a questa nuova condizione ambientale che viene definito acclimatazione (vedi) per evitare questo grave pericolo.
L’edema polmonare da alta quota si riscontra con più frequenza nei giovani, specie di sesso maschile; una possibile causa può essere additata nella intensa attività sportiva esercitata da tali soggetti, da considerarsi a tutti gli effetti come fattore scatenante.
La quota in cui si manifesta l’edema polmonare sembra variare da luogo a luogo. Ad esempio, nelle Ande peruviane quasi tutti i casi si manifestano dopo ascensioni a 12.000 piedi (3.600 metri) ed oltre, nell’Himalaya ad 11.000 piedi (3.300 metri); negli Satti Uniti sono stati descritti casi dopo ascensioni a soli 8.000-9.000 piedi (2.400-2.700 metri). Anche la discensione a quote più basse può predisporre all’edema polmonare da alta quota ove la intensa attività fisica può essere considerata come fattore essenziale e scatenante, anche in soggetti acclimatati ad alte quote (G. Rotondo).
I sintomi dell’edema polmonare in alta quota non differiscono da quelli tipici dell’edema polmonare classico, iniziano da 24 a 48 ore dopo che il soggetto ha raggiunto una determinata quota (crescente o decrescente). Inizialmente si avverte cefalea, malessere generale, anoressia, nausea, insonnia e disturbi intestinali. In seguito si instaurano dispnea inizialmente notturna seguita da mancanza o brevità di respiro, accompagnata da tosse stizzosa, umida, con abbondante espettorato schiumoso sempre più striato da sangue; in seguito la dispnea si fa più acuta, il volto cianotico. Senza efficaci, adeguate e tempestive contromisure questa condizione patologica conduce rapidamente al coma ed infine alla morte.

L’edema polmonare in alta quota può essere prevenuto: anzitutto nei soggetti con precedenti anamnestici da edema polmonare acuto che possono ridurre al minimo i rischi mediante graduali e lente ascensioni in quota. Il problema dell’acclimatamento è sostanzialmente connaturale, sia in soggetti abituati alle quote al livello del mare sia in soggetti perfettamente acclimatati in alta quota, che trascorrano occasionalmente un soggiorno (più settimane) a quote climatiche sensibilmente più basse; il ritorno in alta quota può costituire un fattore scatenante nell’insorgenza dell’edema polmonare. Ciò rinvia al consiglio principale espresso in precedenza, cioè la necessità di attuare ascensioni in alta quota che siano lente e progressive, sostanzialmente molto utili per un efficace ri-acclimatamento del soggetto. Ciò costituisce una misura preventiva essenziale per la riduzione del rischio di episodi di edema polmonare da alta quota.
In caso di insorgenza di edema polmonare d’alta quota è ritenuto indispensabile il riposo a letto e l’ossigenoterapia. A queste misure si associa, necessariamente, la discesa a quote più basse (o più alte) che facilitano enormemente la remissione dei sintomi. Di grande importanza è il riconoscimento della condizione al suo stadio iniziale, migliorando in tal caso la prognosi.


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