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JET-LAG
La
rapida e crescente mobilità in atto nell'era contemporanea
attraverso il mezzo aereo, con rapidi trasferimenti da luoghi
geografici molto lontani tra di loro ed il conseguente attraversamento
di diversi fusi orari, da origine ad una caratteristica sindrome
denominata "jet-lag" o "jet-sindrome", molto
nota agli aviatori ed ai passeggeri abituali. Il passeggero che
affronta voli transmeridiani sia in direzione Ovest che in direzione
Est va certamente incontro ad una sensazione generalizzata di
malessere che è strettamente collegata ad una alterazione
dei ritmi biologici. Studi condotti sui tempi di assorbimento
della jet-lag hanno dimostrato che i processi di risincronizzazione
dei ritmi biologici sono inferiori dal 30 al 50% nei voli transmeridiani
verso Ovest. Viene inoltre osservato che il ritmo biologico (ritmo
cicardiano) è modulato sulle 25 ore; nei voli verso Ovest
(differimento di fase) il giorno viene prolungato, mentre tende
ad abbreviarsi nei voli verso Est (avanzamento di fase).
I viaggi verso Sud o verso Nord, non attraversando fusi orari,
pongono pochi problemi essenzialmente legati a cambiamenti di
clima (acclimatamenti).
Gli aspetti più importanti del jet-lag sono racchiusi in
un sostanziale sovvertimento dei ritmi cicardiani dando luogo
a dis-ritmie dell'orologio biologico che possono perdurare per
molti giorni prima che i processi di risincronizzazione abbiano
modo di esplicarsi nel nuovo ambiente di approdo. Gli elementi
portanti nell'insorgenza della sindrome sono racchiusi nel numero
di fusi orari attraversati; alcune stime affermano che occorre
un giorno di adattamento per ogni fuso orario attraversato.
Sotto il profilo della sintomatologia avvertita, sono riferite
stanchezza, in particolare durante le ore del giorno, alterazioni
del ciclo sonno-veglia, malesseri generali, perdita di appetito,
scarsa efficienza psico-fisica che si traduce in una perdita delle
performances individuali.
Gli effetti del jet-lag sembra possono interessare anche il tono
dell'umore, con effetti depressogeni nei voli che avvengono verso
Ovest, in senso eccitatorio nei voli che avvengono in senso contrario.
Va inoltre ricordato che la get-lag viene ulteriormente accentuata
dal concorso di altri fattori, come il grado di stress del passeggero,
l'età, la maggiore o minore introversione del soggetto,
le snervanti attese aeroportuali, il cambio di abitudini alimentari
e, non per ultimo, il passaggio da climi di partenza a climi di
approdo completamente diversi, dando così avvio, in molti
casi, a problematiche di acclimatamento che non sempre si esauriscono
nel giro di pochi giorni. La sommatoria del disagio indotto dalla
jet-sindrome e del disagio avvertito da un cambiamento di clima
possono accentuare ulteriormente la sintomatologia. E' opportuno
però precisare che i problemi legati all'acclimatamento
vengono maggiormente esaltati nei voli Nord-Sud ove più
spesso si hanno bruschi passaggi da climi completamente opposti
(ad esempio voli con luogo di partenza dalle latitudini settentrionali
ed approdo in climi tropicali o equatoriali).
Alcuni consigli pratici possono risultare utili per attenuare
i disagi indotti della jet-lag:
anzitutto cercare di dormire molto prima del viaggio; è
inoltre necessario astenersi dall'assunzione di caffè ed
alcolici, evitare di andare a letto subito dopo l'arrivo sul luogo
di destinazione, utilizzare calzature comode per evitare l'insorgenza
di edemi agli arti inferiori a causa della prolungata immobilità
sull'aeromobile.
Un altro rimedio, ancora controverso, fa riferimento all'assunzione
di melatonina, un ormone prodotto dall'epifisi che ha specifiche
proprietà cronobiotiche con effetto diretto sui ritmi cicardiani
e conseguente facilitazione dei processi di adattamento ed assorbimento
della jet-lag.
Può essere utile anche l'assunzione di benziodiazepine,
farmaci con una blanda azione ipnotica, che dovranno essere usati
nelle prime notti dopo il volo.
Un altro consiglio utile, già accennato, che può
accelerare la risoluzione della jet-lag consiste nell'evitare
di dormire subito dopo il volo.
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