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Bioclimatologia - Climi equatoriali

Aspetti bioclimatici e sanitari

       
       
   

 

 

 

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(Courtesy www.eumetsat.de )

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Courtesy: Institute of Medical Phisics and Biostatistic

 

I paesi a clima equatoriale sono in genere poco frequentati dai vacanzieri. Vale però la pena di parlarne, anche per ragioni di completezza.
Il clima equatoriale, nel suo complesso, è caratterizzato da temperature piuttosto elevate in tutti i mesi dell'anno con escursione termica, sia mensile sia annua, molto contenuta e da precipitazioni abbondanti e costanti, sotto forma di temporale, senza notevoli variazioni mensili in merito alla quantità e al numero delle giornate piovose, con calma quasi assoluta di vento (calme equatoriali), specie nelle regioni interne.
Tutti questi fattori contribuiscono ad elevare notevolmente il livello dell'Indice di Thom che sovente raggiunge e supera il valore di 28° che , al fatto che molto spesso si rasenti o si superi limite per il "collasso da calore". Non esistono in pratica stagioni ben definite e nemmeno, come per i climi tropicali e subtropicali, una stagione asciutta ed una piovosa.

Questo particolare tipo di clima, come per quelli tropicali e subtropicali, è molto favorevole, data l'umidità relativa sempre molto elevata, allo sviluppo dell'anofele, vettore dell'infezione malarica.

In base a queste considerazioni di ordine pratico, si intisce facilmente quanto il clima equatoriale sia assai poco terapeutico e può essere tollerato solamente da persone in buona salute ed abbastanza giovani, con tutte le precauzioni che vanno analizzate caso per caso, anche località per località, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione orale o mediante vaccini.
L'alimentazione, per chi si reca in clima equatoriale, ma in parte anche per quelli tropicali e subtropicali, deve tenere presente tutto quel complesso di condizioni avverse tipiche del caldo umido uniforme per tutti mesi dell'anno. Si pensi ad esempio al rapido deterioramento degli alimenti, di qualsiasi tipo essi siano. UImportante in questi casi una rapida congelazione degli alimenti,
Gran parte degli alimenti è anche soggetta all'azione di insetti, muffe, funghi e lieviti che in queste regioni, sono i veri "padroni di casa", trovando le condizioni ambientali più favorevoli per il loro rapido sviluppo.

Nei climi tropicali, subtropicali ed equatoriali, si presentano dunque con una certa frequenza le patologie della digestione, dovute spesso a grossolani errori alimentari, nella maggior parte dei casi, per carenza di informazioni adeguate. Le patologie più frequenti si rivelano di solito sotto forma di gastralgie, accompagnate a nausea, a rigurgiti e qualche volta a vomito.
Al secondo posto troviamo la diarrea per assunzione di sostanze alimentari alle quali l'organismo non è abituato oppure per ingestione di cibi crudi, poco lavati o lavati con acque non potabili. Tra le varie forme di diarree ricordiamo la ormai famosa "diarrea del viaggiatore", tipica dei climi caldi, ma non solo di questi. Forma difficilmente pericolosa, se non in casi rari, ma che si presenta con un numero elevato di scariche liquide durante le ventiquattro ore della giornata.
L'Escherichia Coli è l'agente eziologico più frequente della diarrea del viaggiatore. Meno frequenti Shighella e Salmonella che provocano però scariche con muco e sangue.
Se si assume pesce crudo la diarrea può essere provocata invece dal Vibrio parahaemoliticus, come pure, ma molto meno frequentemente, da parassiti, come la Giardia Lamblia, Entamoeba hystolytica ed il Criptosporidium.

Le condizioni ambientali climatiche possono essere molto importanti ai fini di una buona alimentazione, in modo particolare se ci si trova in ambienti in tutti i sensi molto lontani da quelli nei quali si è abituati a vivere. È però vero che l'organismo umano tende ad adattarsi abbastanza rapidamente sia alle variazioni di clima, sia alle variazioni di alimentazione.
Indispensabile un periodo di almeno venti-trenta giorni, per adattarsi al nuovo tipo di clima, in modo da consentire all'organismo di poter regolarizzare tutte le sue funzioni principali.
L'assunzione di alimenti e la loro successiva digestione diventano quindi un principio basilare, al quale nessuno è in grado di sfuggire, anche se ancora giovane, in perfetta forma e con il sistema immunitario a prova di infezioni.
Non diminuiscano quindi le attenzioni quando ci si siede a tavola, in ambienti climatici completamente diversi da quelli nei quali si vive. IL rischio di incorrere in noiose noiose infiammazioni o, peggio ancora, cattive infezioni dell'apparato digerente e sempre altissimo.
In ultima analisi è interessante notare come le variazioni climatiche possano veramente incidere profondamente sull'assimilazione più o meno buona degli alimenti, a partire dalla bocca fino al momento dell'espulsione, specie se queste variazioni sono molto brusche e mutevoli nel giro di poche ore.