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Climate Change and Human Health
       
       
   

 

 

BREVI CENNI

Durante tutte le ere le società umane hanno spesso modificato ecosistemi locali e/o al massimo alcuni microclimi, con attività legate alla sopravvivenza, come per esempio la cottura dei cibi, il rogo delle foreste per acquisire nuovi territori agricoli, oppure il riscaldamento dentro le grotte o più avanti nelle abitazioni, specie nell’era del carbone.
Ma ora siamo giunti al punto che le attività antropiche hanno raggiunto una scala globale, dovuta al rapido aumento della popolazione in modo esponenziale, al sempre maggiore consumo di energia fossile, all’intensità nell’uso della terra, ai movimenti sempre più rapidi attraverso il pianeta e ad altre attività umane di ogni tipo che consumano ulteriore energia non rinnovabile..
Questi cambiamenti globali rappresentano certo una grande conquista dal punto di vista umano con la probabilità di sopravvivenza più che raddoppiata negli ulti cinquanta anni, con la quasi totale scomparsa di gravi epidemie come il vaiolo, la peste, il colera e in modo particolare le malattie infettive di tutti i tipi, anche se ancora resta molto da fare nel campo della malaria, dell’AIDS, del denque e delle infezioni intestinali, in modo particolare nella cintura sub-tropicale e tropicale del pianeta.
Ma esiste anche il rovescio della medaglia che comporta un peggioramento delle condizioni meteorologiche, climatiche, ecologiche, fisiche e socioeconomiche in molte regioni del pianeta. Ricordiamo solamente lo tsunami del 26 Dicembre 2004, vera catastrofe in tutti i sensi, anche per l'altissimo contributo pagato in vite umane, in modo particolare bambini e giovani.
E'’ necessario ricordare che il sistema meteoclimatico mondiale è parte integrante di molti processi che fanno capo allo sviluppo della vita in tutte le sue molteplici manifestazioni.
Tempo e clima, rispetto ad altre manifestazioni fisiche del pianeta come forti terremoti e imponenti eruzioni vulcaniche, hanno avuto fino a qualche decennio fa minore impatto sulla salute umana.
Ma da qualche anno il processo si è completamente invertito. Ora sono il tempo ed il clima ad essere i principali responsabili di effetti avversi sulla salute umana, in modo particolare nei paesi del terzo mondo ove, alla scarsità dei raccolti, si assommano o alluvioni devastanti oppure, in altre località, siccità prolungate di grande impatto su ogni prodotto della terra che muore prima della maturazione.
Le attività umane stanno mettendo sotto pressione l’intera circolazione generale dell’atmosfera, in modo specifico per l’aumento dei gas serra e conseguente innalzamento costante della temperatura media del pianeta.
I rischi sono pertanto in continuo aumento, anche se è stato per fortuna approvato da qualche mese il Protocollo di Kyoto, che si spera possa servire almeno come deterrente per un ulteriore peggioramento della situazione.
I cambiamenti climatici in corso sicuramente agiscono ed agiranno sempre più sugli ecosistemi e naturalmente sulle specie vegetali ed animali in essi contenute, fino a modificare il processo di evoluzione naturale, come ha potuto svilupparsi in centinaia di milioni di anni.
L’aumento di temperatura media del globo, che si stima essere di 6-7 gradi nei prossimi cento anni, produrrà certamente una notevole espansione delle malattie tropicali verso nord e verso sud, dalle regioni dove sono ora endemiche, invadendo territori che per il momento ne sono del tutto o quasi esenti.
Possiamo dunque affermare che gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute umana sono di tre tipi.
I primi sono gli effetti diretti, dovuti in modo specifico ad eventi meteorologici estremi, come alluvioni, tifoni, uragani, tornado, siccità persistenti o piogge continue per molti giorni di seguito ecc, che si sono verificati in misura statisticamente maggiore nell’ultimo decennio e non manifestano neppure una minima inversione di rotta.
In secondo luogo esistono danni alla salute causati dall’aumento continuo degli inquinanti nell’atmosfera, in modo particolare il biossido di carbonio (CO2), il metano (NH4), il biossido di zolfo (SO2), i clorofluorocarburi ed altri, che intervengono con forza nei mutamenti climatici a lungo termine, anche per la loro lunga persistenza in atmosfera.
Da ultimo ancora gravi conseguenze alla salute umana di tipo traumatico, infettivo, nutrizionale, psicologico ed altri ancora possono essere determinate dalla progressiva debilitazione fisica e demoralizzazione psicologica di intere popolazioni, specie le più povere e meno evolute, che non posseggono neppure i mezzi per far fronte a qualsiasi tipo di calamità, a volte anche relativamente poco importanti nei paesi industrializzati, costrette in più a esodi a volte di proporzioni bibliche.
Possiamo concludere questi pochi accenni prendendo in considerazione il fatto, ormai indubitabile da molti punti di vista, che la salute umana potrà migliorare solamente se si prenderanno in considerazione validi strumenti utili ad arginare il progressivo deterioramento della situazione climatica ed ambientale. Solo così si potrà combattere meglio, ad esempio, il crescente aumento delle onde di calore nelle zone subtropicali e temperate di pianura di ampie fasce del globo, con il loro corteo di malattie e di morti oppure il progressivo aumento delle malattie epidemiche infettive, seguenti ad alluvioni o a eccessi meteorologici, oppure anche il rischio sempre più elevato delle popolazioni costiere marine in seguito all’aumento sensibile previsto nei prossimi decenni del livello dei mari.

 


 


WORLD HEALTH DAY 2008
(Protecting Health from Climate Change)

WHO - CLIMATE CHANGE AND HEALTH WEB SITE

WHO - REGIONAL OFFICE FOR EUROPE

CLIMATE

WMO - CLIMATE SYSTEM MONITORING PRODUCTS


NATUTE CLIMATE CHANGE

 


CMCC - Focal Point Italy IPCCoioin

 

IL PROTOCOLLO DI KYOTO
TESTO INTEGRALE IN INGLESE

(versione pdf - 121 KB)

 


IPCC

FOURTH REPORT 2007

Working Group I - The Phisical Science Basis
Summary for Policymakers

Working Group II - Impacts, Adaptation and Vulnerability
Summary for Policymakers

Working Group III - Mitigation of Climate Change
Summary for Policymakers

I reports integrali possono essere scaricati direttamente dal web-site IPCC



LA CLASSIFICAZIONE CLIMATICA DI W. KOPPEN

 

PALEOCLIMATOLOGIA

 

CLIMATOLOGIA STORICA

 

GLACIOLOGIA

 

VULCANISMO

 

CLIMATOLOGIA TELECONNETTIVA

 


 


I CONSUMI ENERGETICI IN ITALIA
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Courtesy: Terna SpA


IEA
(INTERNATIONAL ENERGY AGENCY)

 

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CLIMATE CHANGE - SITI DI INTERESSE GENERALE

PATOLOGIE ENDEMICHE NEI CLIMI CALDO-UMIDI EQUATORIALI E TROPICALI

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GLOBAL WARMING FAQ

 


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