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Clima
ed alimentazione - Accenni
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L'ALIMENTAZIONE
NEI CLIMI CALDI
Quando
la temperatura esterna si presenta al di sopra dei 30° all'ombra,
l'organismo umano mette in atto determinati meccanismi di difesa,
tra cui il principale è la sudorazione.
E' un grande meccanismo protettivo, perché l'evaporazione
del sudore, sottraendo calore all'organismo, raffredda la cute
troppo riscaldata, mantenendo la temperatura corporea ai valori
normali.
In questo modo però si perdono acqua e sali, i quali devono
essere presto reintegrati, pena la disidratazione.
E' chiaro che l'assunzione di acqua e minerali diventa molto diversa
a seconda del tipo di clima; ma è anche importante sapere
che per una vita normale di spiaggia sono necessari almeno due
litri di acqua al giorno, che va assunta a piccoli sorsi e non
molto fredda.
Il ripristino di vitamine, sali e minerali si ottiene in modo
utile con frutta e verdura in quantità, lasciando da parte
invece pasti abbondanti, cibi molto piccanti ed insaccati.
Un alimento molto utile al mare, per il basso contenuto calorico
e per l'alto valore nutritivo, è il pesce, che però
deve assolutamente essere fresco o per lo meno refrigerato in
modo opportuno.
Altro alimento nutriente e completo è il gelato, che è
molto utile specie nei bambini e negli anziani per il suo alto
valore proteico e per la sua spiccata digeribilità.
Attenzione però alle intossicazioni alimentari che, data
l'alta temperatura, sono sempre in agguato.
Date le buone condizioni igieniche del nostro Paese esse sono
sempre più rare, ma purtroppo in certi casi possono anche
essere pericolose, specie quelle da pesci esotici.
Non restano esclusi però gli sgombri ed i tonni, i quali,
se non sono stati adeguatamente refrigerati e conservati, possono
dare nausea, vomito, diarrea, accompagnati a coliche addominali
di una certa entità, con manifestazioni orticarioidi e
nei casi più gravi cefalea pulsante, stato soporoso ed
anche broncospasmo, per trasformazione dell'istidina in istamina.
Per evitare simili inconvenienti non assumere mai pesce crudo,
in modo particolare molluschi, ma sempre ben cotto, soprattutto
alla griglia, perché la cottura al vapore, l'affumicatura
e la conservazione in salamoia, purtroppo, non inattivano, in
modo sicuro, batteri, virus e parassiti.
L'ALIMENTAZIONE
NEI CLIMI FREDDI
E'
molto interessante constatare come solamente da qualche anno sia
nato il problema dell'alimentazione nei climi freddi; nel nostro
caso particolare per climi di media ed alta montagna.
Il problema d'altra parte non è poi tanto facile come potrebbe
sembrare ad una analisi superficiale, perché, se da un
lato le popolazioni di montagna hanno sempre vissuto usando determinati
cibi, è anche da pochi anni che il turismo montano ha subito
uno sviluppo vertiginoso, nel senso che sono molti ormai quelli
che passano vacanze estive o settimane bianche invernali, soprattutto
in alta montagna, cioè al di sopra dei 2000 m.
Tutto questo porta alla considerazione del come usare l'alimentazione
migliore, adatta a questo particolare tipo di clima, in modo da
non sovraccaricare l'organismo con cibi pesanti, ma nello stesso
tempo trovare il modo di avere tutte quelle calorie a disposizione
estremamente utili, ed a volte indispensabili, soprattutto in
occasione di grandi escursioni, per il trekking, per lo sci da
fondo.
Non è certo questo il luogo adatto per dotte disquisizioni
sul comportamento alimentare da tenere in simili occasioni, anche
per il fatto che esistono da tempo ampie forme pubblicitarie al
riguardo.
E' necessario però in questa sede almeno ricordare che
se si sollecita l'organismo a sforzi ai quali non si è
allenati, è buona norma almeno usare cibi preconfezionati
molto leggeri, ma dall'elevato contenuto calorico, meglio se predigeriti,
in modo da non trovarsi in seria difficoltà, durante impegni
piuttosto duri, con digestioni fastidiose e difficili.
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