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BIOMETEOROLOGIA
E BIOCLIMATOLOGIA MEDICA
ANIDRIDE
CARBONICA ED ALTRI GAS SERRA
ATMOSFERIC
CARBON DIOXIDE - ANNUAL
AVERAGE PPMV
Courtesy:
John-Daly.com
ATMOSFERIC
CARBON DIOXIDE - ANNUAL INCREASE PPMV
Courtesy:
John-Daly.com
WORLD DATA CENTER FOR GREENHOUSE GAS (WDCGG)
IPCC
- NATIONAL GREENHOUSE GAS INVENTORIES PROGRAMME
I
CONSUMI ENERGETICI IN ITALIA
REAL-TIME
Courtesy:
Terna
SpA
Il
problema del trasporto degli inquinanti dell'atmosfera è
certamente al primo posto, in modo particolare nei paesi più
industrializzati, proprio perché gli inquinanti non conoscono
frontiere politiche e possono così ricadere al suolo, in
base alla velocità dei venti in quota, oppure per dilavamento
in occasione di precipitazioni, piovose o nevose, anche in regioni
molto lontane dai punti di emissione.
Esistono due diverse forme di dispersione degli agenti inquinanti
in atmosfera.
La diffusione molecolare: data
dalla semplice agitazione delle molecole dei gas operata dai movimenti
di turbolenza e di rimescolamento delle masse d'aria.
La diffusione turbolenta: per
dispersione degli inquinanti che può avvenire ad una velocità,
in particolari condizioni, addirittura di cento volte superiore
alla diffusione molecolare.
L'accumulo più elevato di sostanze inquinanti è
di conseguenza più pericoloso ed è dovuto proprio
a particolari situazioni meteorologiche, quali la stagnazione
anticiclonica e la successiva inversione termica con scarsa ventilazione.
Una configurazione, questa, relativamente frequente anche in Valpadana
e nelle Valli del Centro, che determina lo "smog classico"
durante il periodo invernale con nebbia persistente nei bassi
strati oppure in estate, quando si forma lo "smog fotochimico"
in presenza dell'anticiclone delle Azzorre oppure dell'espansione
dell'anticiclone africano, che porta temperature molto elevate
anche per molti giorni di seguito.
Da non dimenticare infine le attività metaboliche di centinaia
di milioni di abitanti, specie in Valpadana per quanto riguarda
l'Italia, che aumentano senza dubbio il loro apporto di gas inquinanti,
primo fra tutti il metano (CH4), sebbene detto gas (un potentissimo
gas-serra), alle concentrazioni attuali sembra concorrere in modo
trascurabile al fenomeno dell'effetto-serra.
BIOSSIDO DI CARBONIO CON CONSEGUENTE EFFETTO
SERRA
Caratteristiche fisico-chimiche
Il biossido di carbonio è un inquinante stabile chimicamente.
Viene in parte assorbito attraverso gli oceani e la fotosintesi
clorofilliana, che avviene attraverso le piante. Mentre il rimanente
permane in atmosfera anche per decenni.
Il biossido di carbonio è in continuo aumento nell'atmosfera
fin dall'inizio dell'era industriale e contribuisce ad aumentare
la temperatura media del pianeta determinando l' "effetto
serra ".
La sua concentrazione è aumentata nell' atmosfera da 290
ppm (parti per milione) nel 1880 a circa 370 ppm nel 2003.
Continuerà
ad aumentare nel prossimo futuro, poiché il biossido di
carbonio, insieme all' acqua, è il prodotto finale della
combustione dei combustibili fossili (carbone, petrolio e derivati,
metano), delle foreste e delle biomasse.
I combustibili fossili possono essere considerati depositi di
carbonio, formatosi milioni di anni fa ; la loro combustione fa
ritornare il carbonio (come biossido) nell' atmosfera, aumentando
l' effetto serra.
Si calcola che circa tre quarti delle emissioni antropogeniche
(artificiali) di CO2 negli ultimi venti anni siano dovute ai combustibili
fossili; la restante parte va prevalentemente imputata alla deforestazione,
aumentata in modo esponenziale negli ultimi trenta anni, con notevoli
danni alle foreste tropicali.
Il
biossido di carbonio si scioglie facilmente in acqua: gli oceani
ne contengono enormi quantità, ma l' aumento di temperatura
(dovuto all' effetto serra) diminuisce la solubilità del
gas in acqua, liberando nuovo gas nell' atmosfera e accelerando
di conseguenza tutto il fenomeno.
Il biossido di carbonio è trasparente alla luce visibile,
cioè in pratica la lascia passare quasi inalterata, assorbe
invece la radiazione elettromagnetica della lunghezza d'onda nel
campo dell'infrarosso.
Ora, proprio per questo importante particolare, l'ossido di carbonio
contenuto nell'atmosfera cattura una parte della radiazione infrarossa
che il suolo invia nello spazio e la riemette in tutte le direzioni.
In tal modo ritorna sulla terra altra radiazione infrarossa che
provoca un aumento della temperatura media.
Questo aumento, lento ma continuo, causa l'effetto serra sul nostro
pianeta, con conseguenze che, per il momento, non sono neppure
ben definibili.
Ci basti in questo contesto segnalare che per es. sul pianeta
Venere la temperatura del suolo si aggira intorno ai 400°,
essendo la sua atmosfera formata quasi in prevalenza di biossido
di carbonio, mentre, al contrario, sul pianeta Marte la temperatura
del suolo si mantiene sui -50°, proprio perché quasi
privo di atmosfera.
Ora, gli scenari di simulazione climatica posti in essere da modelli
climatici (AOGCM, semplificati e regionali), tenendo conto di
tutti i fattori che potrebbero neutralizzare questo aumento di
temperatura, come per es. l'aumento della quantità di pulviscolo
atmosferico, in seguito ad eruzioni vulcaniche, e tenendo conto
che negli ultimi cento anni la temperatura media della terra è
già aumentata di mezzo grado, si è arrivati a previsioni
non molto ottimistiche.
Se il tasso di anidride carbonica dovesse continuare ad aumentare
secondo il ritmo attuale, nei prossimi cinquanta anni si raggiungerebbe
un valore prossimo aI 700-750 ppm.
In tal caso si avrebbero aumenti differenziati di temperatura,
sempre a livello del mare, a seconda della latitudine, con incrementi
piuttosto forti, anche nell'ordine di 4-5 gradi, sulle regioni
più settentrionali del globo con conseguente drammatico
scioglimento dei ghiacci polari ed aumento anche di un metro del
livello degli oceani.
Si provocherebbero così notevoli modificazioni nella distribuzione
del regime pluviometrico, cosi intimamente legato ai valori termici,
con scenari diversi a seconda dei continenti e della latitudine.
Tutto ciò potrebbe anche essere evitabile, ma per il momento
manca una volontà di deciso rinnovamento di tutta la politica
energetica mondiale.
Altri gas serra:
METANO
VAPOR
ACQUEO
CFC
IMPATTO
ZERO
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