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Ionizzazione
dell'aria
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REALIZZAZIONE
DI UNA STAZIONE DI MISURA DELLA CARICA ELETTRICA ATMOSFERICA (IONIZZAZIONE
POSITIVA E NEGATIVA) DELLA CITTA' DI MILANO
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LA
IONIZZAZIONE DELL'ARIA
L'aria
diventa "ionizzata" quando molecole elettricamente
neutre sono scisse in due o più parti con cariche elettriche
positive o negative, la cui somma algebrica è di nuovo
nulla. La ionizzazione avviene sempre per apporto di energia,
naturale o artificiale, in modo che la molecola possa dissociarsi,
formando una coppia di ioni di opposta polarità.
I fattori legati alla ionizzazione dell'aria sono molto diversi
tra loro. I più importanti sono rappresentati dalle onde
elettromagnetiche, in tutta la gamma di frequenza, estesa dall'ultravioletto
ai raggi gamma. Poi la radiazione cosmica, la radiazione alfa
e beta, le scariche elettriche, i grandi incendi, la polverizzazione
dell'acqua nelle grandi cascate oppure durante le tempeste oceaniche,
ecc.
In natura le condizioni ambientali più favorevoli alla
ionizzazione sono la radioattività dell'aria, del suolo
e la radiazione cosmica.
Di norma la carica ionica è positiva, cioè superiore
ad uno, ed è molto più alta quanto più il
grado di inquinamento è elevato, come nelle grandi città,
specialmente durante il periodo invernale, quando esiste, a tutte
le quote, la presenza di una zona di alta pressione stabile, chiamata
anche anticiclone termico. Detta configurazione non è tuttavia
la sola condizione per l'accumulo di sostanze inquinanti nei bassi
strati; anche gli anticicloni di origine subtropicale, più
rari ma sempre possibili nella stagione invernale, possono costituire
una ottima argomento per l'accumulo di inquinanti in prossimità
del suolo.
In
questo modo si sviluppa, in modo particolare negli strati d'aria
più vicini al suolo, una "inversione termica",
dalla quale niente può sfuggire in alto. Di solito lo strato
di inversione termica è alto non più di duecento-
trecento metri. Al di sopra le condizioni atmosferiche nel loro
complesso sono completamente diverse ed in molti casi opposte.
In questo modo anche la carica di ioni si inverte da positiva
a negativa, dando una particolare sensazione di benessere, a tutti
i livelli. Questo fatto si spiega perché al suolo e nelle
sue immediate vicinanze la presenza di notevoli quantità
di particelle aerodisperse favorisce la formazione di ioni "large
o extralarge" che sono dannosi all'organismo umano. Al
di sopra dello strato di inversione termica invece, come abbiamo
visto, proliferano gli ioni "small" che sono
considerati favorevoli alla salute degli organismi viventi.
Gli ioni pertanto sono stati classificati in quattro categorie:
piccoli (o small), medi o intermediate, grandi o large ed extralarge.
I piccoli ioni hanno naturalmente breve durata, ma quelli grandi
possono durare per molto tempo, specie se l'inquinamento atmosferico
è molto elevato. Questi ultimi trattengono, infatti, sia
le particelle inquinanti, sia le molecole di vapore acqueo, conferendo
al paesaggio una particolare tinta giallastra, con grande riduzione
della trasparenza dell'aria e della visibilità orizzontale
(vedi
smog).
È importante sottolineare che uno
degli indici di inquinamento prende in considerazione proprio
il rapporto tra piccoli e grandi ioni. Se il rapporto è
superiore a 50 vi possono essere seri pericoli per la salute degli
esseri viventi.
Va infine ricordato che solo i piccoli
ioni negativi sono considerati fattore di benessere per l'organismo
umano, anche se non tutti i ricercatori sono d'accordo su questo
assunto.
La ionizzazione dell'aria diventa negativa, in modo particolare
nelle grandi città, solo quando l'aria è ripulita
da forte pioggia accompagnata da scariche elettriche frequenti,
come nei temporali di una certa intensità, oppure quando
l'aria diventa molto secca per effetto del vento di caduta (vedi
Foehn).
Negli anni scorsi è stata data notevole importanza alla
cura con ioni negativi - aeroionoterapia - (una cura di tipo
sedativo):
nelle
nevrosi d'ansia, accompagnate da disturbi somatoformi, nelle cefalee
tensive, nelle emicranie, nelle ustioni di primo e secondo grado,
nelle apatie sine causa, nella sindrome da fatica cronica, nelle
broncopatie croniche ostruttive con o senza componente asmatica
o allergica, nonché per la riabilitazione negli esiti di
fratture, distorsioni, gravi contusioni ed anche come stimolante
psicofisico per un migliore e più favorevole rendimento,
a tutti i livelli, degli atleti. ecc.
Negli ultimi anni l'interesse per l'aeroionoterapia è diminuito,
sia perché si è constatato che molti risultati ottenuti
nelle varie forme erano più o meno sovrapponibili ad un
buon "effetto placebo", sia perché si è
notato che le apparecchiature che servono per modificare la ionizzazione
da positiva a negativa, possono causare malesseri, specie se usate
in continuazione come si faceva negli anni 80, in modo particolare
per la cura delle broncopneumopatie croniche ostruttive a componente
asmatica e nelle broncopatie con broncospasmo di tipo allergico.
Mentre gli ioni positivi determinano una ipoventilazione polmonare,
il contrario avviene quando la carica degli ioni diventa negativa,
per effetto di una modificazione della pressione alveolare parziale
con scarsità di ossigeno e di anidride carbonica.
Si usa ancora la aeroionoterapia nelle terapie termali e come
coadiuvante nelle attività sportive. In questi casi si
ottiene un aumento del rendimento sia per un ridotto incremento
della temperatura corporea, sia per una riduzione del consumo
di ossigeno, sia anche per un migliore e più rapido decremento
della lattacidemia, in modo particolare se dovuta ad attività
sportive di tipo agonistico.
Gli ioni negativi sono usati anche in "beauty farm"
come decontratturante muscolare, in modo particolare dei muscoli
del viso, in modo da ridurre, almeno in parte, la formazione delle
rughe, oppure, se sono già presenti, di favorire la loro
progressiva e graduale riduzione.
Il meccanismo di azione degli ioni negativi è ancora in
via di accertamento. Si pensa, ad ogni modo, che essi possano
entrare nel meccanismo della serotonina, determinando una effettiva
riduzione dei suoi livelli ematici ed una contemporanea escrezione
urinaria del suo principale metabolita: l'acido 5-idrossiindolacetico.
Secondo questo punto di vista sarebbero gli ioni positivi, in
modo particolare gli "extralarge", che stimolerebbero
la produzione locale di serotonina e pertanto gli ioni negativi,
in modo specifico gli "small", si opporrebbero a questa
produzione, dando così quella particolare "sensazione
di benessere psico-fisico" che si avverte con la loro presenza,
specialmente dopo un forte temporale o nelle giornate di sole
molto limpido.
Un'altra ipotesi importante, segnalata da G. Rotondo in: "Ecobioclimatologia",
è quella della conservazione dei depositi ghiandolari di
Vitamina C a livello delle ghiandole surrenali. "In tal modo
la vitamina C indurrebbe un aumento della quantità e ed
efficacia di secrezione degli ormoni adrenocorticosurrenalici,
la cui produzione comporta un proporzionale dispendio delle riserve
di acido ascorbico. Ne risulterebbe un benefico effetto sull'affaticamento
fisiopsichico e, con il miglioramento della "performance"
individuale, una ulteriore riduzione della produzione di calore:
quindi un minor impegno funzionale degli organi della termoregolazione
corporea ed un minor affaticamento generale a livello sia fisico
che psichico" (Grossi).
È altresì palese l'utilità degli ultimi ionizzatori
in commercio, a radioisotopi ed a corona, nel contribuire in molti
casi ad alleviare le sofferenze del malato, con il naturale corredo
di specifici presidi farmacologici.
A questo proposito è utile aggiungere che, oltre all'apporto
di carica ionica negativa, gli attuali apparati generatori artificiali
di aeroionizzazione negativa favoriscono certamente, in modo a
volte anche importante, l'abbattimento di fumi, polveri ed odori,
nonché una apprezzabile distruzione della carica batterica
ambientale, che si deposita al suolo, divenendo così molto
meno aggressiva sull'organismo umano.
Noi pertanto siamo dell'avviso che, sempre con le necessarie precauzioni,
l'uso degli aeroionizzatori a carica negativa, sia raccomandabile
in tutti quei casi nei quali l'organismo manifesta una specifica
sofferenza in ambienti a ionizzazione positiva, in modo particolare
tutti quei soggetti di una certa età sofferenti di broncopneumopatie
di tipo cronico ostruttivo, con gradi avanzati di insufficienza
respiratoria, specie se a componente allergica.
Ci sembra utile segnalare tutto questo almeno per ridare speranza
a molti soggetti per i quali la sintomatologia broncospastica
ostruttiva si presenta, in qualche caso, molto al di la dei limiti
della sopportazione.
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