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Il
clima della bassa Toscana e del Lazio
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Nel
determinare il clima di queste due Regioni (l'alta Toscana rientra
in un altro settore) gioca un ruolo importante lo spartiacque
appenninico e la sua specifica esposizione, impedendo alle masse
d'aria fredde di origine continentale che provengono da Est, specie
in inverno, di penetrare decisamente ed influire sulla bioclimatologia
del settore. Infatti il versante Adriatico è esposto direttamente
alle correnti orientali ed è sicuramente più freddo
del versante tirrenico; basti pensare che la penisola italiana
è disposta con asse Nord-Ovest - Sud-Est, tanto che la
penisola salentina si colloca sul medesimo meridiano di Budapest.
Si spiega anche in questo modo la differenza termica con il versante
Adriatico. Anche rispetto alla Liguria e l'alta Toscana occorrono
differenze di non poco conto se confrontati con altri settori
climatici; oltre al fattore latitudinale va aggiunto il fattore
orografico; in questo segmento è presente una estesa fascia
collinare, specialmente in Toscana, che separa la fascia costiera
dall'Appennino più alto. Si possono distinguere tre fasce
bioclimatiche: la fascia costiera, l'entroterra e l'Appennino.
Il tratto costiero è influenzato dal mare ed assume pertanto
un regime prettamente marittimo, con clima nel complesso mite
e scarse escursioni termiche, regimi di brezza in estate e temperature
invernali tutto sommato gradevoli. L'entroterra, dominato dalla
Valle del Tevere, evidenzia alcuni caratteri attenuati dei climi
subcontinentali (si veda il clima della Valpadana), con temperature
relativamente rigide in inverno, stagioni intermedie molto variabili
ed estati afose, con piogge molto scarse. L'Appennino, per ultimo,
si distanzia notevolmente dal restante territorio con il suo corollario
di montagne ben esposte ai tiepidi ed umidi venti che giungono
dal Mediterraneo Occidentale e dal Nord dell'Africa, ma anche,
nelle sue vette più alte, ai venti freddi che investono
l'Adriatico. Le precipitazioni sono pertanto notevoli, specie
sull'Appennino laziale. Gli inverni sono abbastanza rigidi in
quota, dove, però, non mancano fasi soleggiate in presenza
di anticicloni, tutt'altro che rari nella stagione fredda. Un
tipico vento del comparto è
il libeccio. Uno sguardo complessivo sul comparto
consente di affermare che l'autunno è la stagione più
piovosa, con piogge che proseguono in inverno ed in primavera,
seppur con quantitativi meno importanti; nella tarda primavera
(aprile e maggio) si segnala un secondo massimo di pioggia meno
significativo nel confronto con quello autunnale. L'estate è
abbastanza secca sulla fascia costiera e nell'entroterra mentre
sugli Appennini possono verificarsi, di tanto in tanto, manifestazioni
temporalesche.
PREVISIONI
BIOMETEOROLOGICHE BASSA TOSCANA E LAZIO
RETE
STAZIONI METEOROLOGICHE
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