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Il
clima delle Alpi
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L'imponente
barriera orografica costituita dalle Alpi incide e condiziona
notevolmente il clima del settore meridionale delle Alpi stesse,
difeso agilmente dalle masse fredde che provengono da Nord. Inoltre,
considerata l'esposizione orografica del versante cisalpino, è
evidente che le masse più umide e miti che giungono dal
Mar Mediterraneo tendono ad interessare più direttamente
il versante alpino meridionale delle Alpi. Il complesso bioclimatico
ne beneficia smussando gli eccessi. Ciò premesso, le Alpi
hanno un regime pluviometrico che è l'esatto opposto della
climatologia in vigore nelle nostre Regioni meridionali, in Sicilia
ed in Sardegna: si hanno massimi di precipitazione in estate e
minimi in inverno (seppur intervallati, di tanto in tanto) da
annate più prolifiche. Il tessuto connettivo della bioclimatologia
alpina, sotto il profilo morfologico, è costituito da una
fitta rete di valli, piccole e grandi, con disposizioni varie
che vanno dalla Valtellina che si distende per 2/3 da Ovest verso
Est, alla Val d'Adige disposta invece lungo i meridiani: un fattore
non secondario, in bioclimatologia, se si pensi alla componente
radiativa, specie in inverno, più o meno efficiente a seconda
della disposizione valliva.
Altro elemento caratteristico della climatologia alpina è
la climatologia di lago; i grandi laghi del comparto alpino centro-occidentale,
come il Lago Maggiore o il Lago di Garda, costituisce un elemento
assai importante nella variegata rappresentazione dei climi. Basti
aggiungere che il clima di lago (specie quello dei laghi alpini),
assume connotazioni per alcuni versi molto simili alla climatologia
marina. Tanto che sul Lago di Garda si riesce a coltivare l'ulivo,
segno evidente di moderazione climatica. E' cosa nota che anche
i grandi laghi, in accordo con il principio d'inerzia, riescono
ad stoccare energia solare molto lentamente ed altrettanto lentamente
cederla. Una caratteristica questa che tende ad addolcisce notevolmente
il contour lacuale, con temperature relativamente miti in inverno
e fresche in estate, quando, per contrasto termico con la superficie
terrestre che delimita i laghi, vengono sovente ad innescarsi
vigorose brezze di lago che sospingono gli Indici di disagio fisiologico
più noti verso valori che inducono stati di benessere fisiologico.
Entrando più nel dettaglio del clima alpino, va subito
osservato che la cintura occidentale delle Alpi è la più
elevata dell'arco alpino (Monte Bianco, Monte Rosa ecc.), mentre
il segmento orientale declina l'altezza dei suoi monti lasciando
trapelare meglio le masse d'aria che provengono da Nord.
Si ribadisce che gli inverni sono certamente rigidi con poche
precipitazioni (in media), quasi sempre nevose ma, certamente,
con frequenza molto alta di giornate soleggiate. Le stagioni intermedie
sono molto variabili, con frequenti perturbazioni che interessano
tutto il settore, mentre la stagione estiva (la più piovosa
sull'arco alpino centro-occidentale) è molto fresca ed
instabile, con frequenti temporali: una ricchezza in epoca di
frequenti ondate di calore. Infine, una nota sull'arco alpino
orientale (Alpi carniche), l'area più piovosa d'Italia.
PREVISIONI
BIOMETEOROLOGICHE ALPI
RETE
STAZIONI METEOROLOGICHE
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