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Sono
tantissimi i fattori che determinano il clima dell'Italia, tra
questi, di importanza cruciale è il fattore latitudinale
essendo l'Italia compresa tra il 36° ed il 47° grado di
latitudine Nord, nel pieno della cosiddetta fascia delle medie
latitudini temperate, ove prevalgono le correnti occidentali (westerlies),
apportatrici di masse d'aria di origine oceanica, nel complesso
miti. Basti pensare che il 45° parallelo, che interseca la
Valpadana, si trova ad uguale distanza dal Polo e dall'Equatore.
Un altro fattore che riveste essenziale importanza nella distribuzione
dei climi dell'Italia è il Mar Mediterraneo, un bacino
chiuso che conserva acqua ed aria proprie influendo notevolmente
e caratterizzando autonomamentetutti i sistemi perturbati e le
relative masse d'aria che vi giungono. Un terzo fattore, non meno
importante, è dato dalla complessa e frastagliata orografia
del Paese; a Nord si erge l'arco alpino, con la sua forma arcuata
e con i suoi notevoli massicci montuosi; costituisce un ostacolo
insuperabile per le fredde masse d'aria che giungono da Nord.
Infatti, se si confronta la climatologia transalpina, in alcuni
suoi valori medi, con la climatologia di stanza in comparto cisalpino
(specie Val Padana) emergono subito evidenti le differenze, tutte
orientate verso una migliore e più equilibrata impostazione
bioclimatologica per il settore Sud delle Alpi. E' sufficiente
fare un confronto climatico tra Milano e Monaco di Baviera per
comprendere le differenze specie sul campo delle temperature,
in particolare nella stagione invernale.
Naturalmente, essendo l'Italia compresa nella fascia delle medie
latitudini, subisce in modo esponenziale l'alternarsi delle stagioni.
Si osservano due stagioni estreme (estate
ed inverno) e due stagioni intermedie (primavera
ed autunno).
Di
seguito vengono descritti i singoli comparti bioclimatici d'Italia:
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