Secondo
l'indice di disagio climatico di Thom (utile per il calcolo dell'entità
del caldo umido afoso), una temperatura di 30° è sopportabile
con umidità relativa dell'aria sotto il 30%, comincia a diventare
più pesante con umidità intorno al 40%, fastidiosa con valori
igrometrici al di sopra del 50%, insopportabile con se superiori
al 70%.
L'indice
di disagio climatico
o indice di Thom (DI) si calcola con una formula relativamente semplice:
DI
(Disconfort Index) = 0,4 ( t + tw ) + 4,8.
Dove
t è la temperatura del termometro asciutto dello psicrometro e
tw quella del termometro a bulbo bagnato, sempre dello stesso
strumento.
Dal
punto di vista clinico, in base ad una lunga serie di sperimentazioni
compiute su soggetti di ambo i sessi, in apposite camere climatiche,
si è notato che la soglia di disagio o di malessere fisiologico
appare quando il valore di DI raggiunge quota 24. Il disagio aumenta
progressivamente con l'aumentare dell'ID; superato il valore di
28, si nota un progressivo deterioramento delle condizioni generali,
sia fisiche sia psichiche. Quando poi si supera il valore di 32
c'è alto rischio di colpo di calore.(vedi sotto)
Le
condizioni più favorevoli all'aumento progressivo dell'indice
di disagio climatico si verificano nei mesi di giugno luglio ed
agosto, ma non ne sono esenti, per la Valpadana, nemmeno maggio
e settembre, specialmente quando è presente una cupola di aria
calda in quota sul bacino centrale del Mediterraneo con conseguente
tempo bello stabile, anche per molti giorni consecutivi.
Questa
particolare situazione isobarica, alle medie quote favorisce un
forte e progressivo riscaldamento delle masse d'aria stazionanti,
sia per effetto della forte insolazione, sia per la compressione
dell'aria che all'interno degli anticicloni dinamici tende a scendere
dall'alto verso il basso, riscaldandosi ulteriormente (fenomeno
conosciuto con il nome di meteo-subsidenza).
Mancando
infatti il dato dell'umidità relativa dell'aria accanto a quello
della temperatura, non è possibile risalire all'indice di disagio
corporeo o climatico; può succedere che il caldo sia stato più
sopportabile a Bolzano con 36° ma con umidità relativa molto bassa
al 20%, che non a Bari, con 28° ma con umidità relativa intorno
al 70%. Vi è in sostanza la medesima sensazione di calore con
temperatura intorno ai 17°/18° e un tasso di umidità al 100% e
con 32° accompagnati da umidità relativa intorno al 10%.
Con
questi dati si spiega anche il perché sia possibile resistere,
in pieno deserto, a temperature vicine o anche superiori ai 50°
ma con umidità relativa quasi nulla, quando i cosiddetti "colpi
di calore" (vedi) si possono verificare con temperature molto
più basse, intorno ai 30°/35°, ma con cielo coperto, atmosfera
stagnante, densa foschia ed umidità relativa molto elevata.
Il
calcolo dell’indice di cui sopra dovrà avvenire entro una banda
compresa tra 21°C e 47°C. Al di fuori di tale intervallo, anche
al variare dell'umidità relativa, l'indice attribuisce sempre
la condizione fisiologica alle classi estreme.
Thom E.C. and Bosen J.F.; 1959. The discomfort index. Weatherwise, 12: 57-60.
Gli
Indici climato-turistici costituiscono un differente approccio
nella valutazione del benessere psico-fisico in ambito turistico.
L'analisi delle condizioni meteorologiche medie diviene a questo
punto importante sotto diversi profili. In particolare, nella
costruzione di un Indice vengono stimati, per una determinata
località, parametri come la copertura nuvolosa media e
quindi il maggiore o minore soleggiamento, la frequenza delle
precipitazioni, la gradevolezza o meno della temperatura e il
suo stretto legame con i tassi di umidità osservati, la
ventosità media ed il suo grado di intensità ecc.
Gli Indici climato-turistici mirano quindi a definire differenti
tipi di tempo meteorologico utilizzando categorie come il molto
bello assolato, il bello con copertura nuvolosa, il caldo-afoso
fino ad arrivare a tipologie estreme come il tempo cattivo ed
il tempo sfavorevole. Sono molti gli Indici climato-turistici
(ICT) concepiti soprattutto in ambito internazionale; tra questi,
di particolare interesse sono quelli elaborati da Masterton (1975),
Gates (1975), Crowe, MacKay e Bayer (1977) e Besancenot (1990).
La vacanza intesa come vita all'aria aperta, la pratica sportiva,
le pratiche elioterapiche e psammatoterapiche sono altrettanti
esempi che possono essere strettamente dipendenti alle diverse
condizioni meteo-ambientali.
Thom E.C. and Bosen J.F.; 1959. The discomfort index. Weatherwise, 12: 57-60.
-
Gualtierotti R. and Solimene U. ( 1971) Lacustrine Climatology,
Proceeding of the International Congress, Como (Italy)
-
Gualtierotti R. (1976) Climatologia Ecologia Medica, F.
Lucisano.
-
Crowe RB (1976) A climatic classification of the Northwest Territories
for recreation and tourism.
Environment Canada, Toronto, Canada
-
Steadman RG (1984) A universal scale of apparent temperature.
Journal of Climate and Applied
Meteorology 23: 1674-87.
-
Mieczkowski Z.(1985), The tourism climatic index: a method of
evaluating world climate for tourism, The Canadian Geographer,
XXIX(3):220-233;
-
Besancenot J.P.(1990), Climat et Tourisme, Ed. Masson, Paris;
- World Tourist Organization (1999) Tourism highlights 1999. WTO
Publications Unit, World
Tourism Organization, Madrid, Spain.
-
Höppe P (1999) The physiological equivalent temperature -
a universal index for the
biometeorolgical assessment of the thermal environment. International
Journal of
Biometeorolgy 43: 71-75
- World Tourist Organization (1998) Tourism 2020 vision. WTO Publications
Unit, World Tourism
Organization, Madrid, Spain.
- Scott D and Suffling R (2000) Climate change and Canada's national
parks. Adaptation and Impacts
E'
possibile calcolare l'Indice utilizzando dati meteorologici osservati
in tempo reale relativi a Temperatura, Umidità Relativa,
Pressione Atmosferica ed intensità del vento accedendo
alla seguente pagina: