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BioMicroTopoclimatologia
- Microclima confinato
Ecco
un altro tipo di clima, del quale si parla ancora troppo poco.
Il microclima degli ambienti confinati o "sick building syndrome",
secondo la terminologia inglese.
Sono in molti a pensare ancora che l'inquinamento dell'atmosfera
sia da tenere molto più in considerazione di quello degli
ambienti interni. Studi recenti affermano al contrario quanto
sia fondamentale tenere d'occhio la composizione dell'aria negli
ambienti, come industrie, uffici, scuole ecc., dove vivono per
parecchie ore al giorno molte persone spesso troppo vicine le
une alle altre.
Proprio in questi luoghi si osservano a volte limiti di inquinamento
da sostanze varie che possono addirittura superare quelli delle
vie adiacenti, anche se con molto traffico urbano, che sappiamo
quanto essere nocivo a piante, animali, uomini e cose.
Se prendiamo in considerazione soprattutto gli uffici, tra i fattori
inquinanti rimane ancora il fumo di sigaretta, che si presenta
alquanto nocivo, non solamente per chi lo aspira (fumo attivo),
ma purtroppo anche per chi respira quello emesso da altre persone
(fumo passivo). Così succede che molto spesso si ammalano
di forme infiammatorie delle prime vie aeree molto più
i non fumatori, che per necessità contingenti, sono costretti
a vivere in ambienti saturi di fumo di sigaretta.
In più, specialmente durante la stagione invernale, quando
le finestre sono chiuse ed il riscaldamento è acceso, al
fumo di sigaretta si aggiungono altri inquinanti, come ossidi
di carbonio, ossidi di azoto, particelle di cherosene, di gasolio
ed ultimamente anche il benzene, ecc.
Altri danni possono essere procurati dai prodotti che si usano
per le pulizie e dai pannelli di fibrocemento, usati per isolare
dai rumori certi ambienti di lavoro, particolarmente nelle industrie.
In altri ambienti l'inquinamento può addirittura presentarsi
sotto forma di radon come è successo molto recentemente
in alcune zone del Friuli, precisamente ad Aviano e in alcune
zone del Lazio.
Negli impianti di condizionamento poi, non è difficile
trovare colonie di batteri, virus o funghi, che in determinati
momenti climatici favorevoli al loro sviluppo, come lunghi periodi
di siccità, oppure per la presenza di tappeti, possono
aumentare la loro virulenza in modo esplosivo, causando numerose
infiammazioni, in modo particolare all'albero respiratorio.
Da non dimenticare anche la presenza di acari, che negli ambienti
secchi, con mobili antichi e molti tappeti, proliferano in modo
esponenziale. Causano forme allergiche cutanee o delle prime vie
aeree, a volte simulanti accessi d'asma, che vanno invece interpretati
come insufficienza respiratoria acuta".
I
sintomi più comuni da inquinamento da microclima degli
ambienti confinati si presentano sotto forma di:
- cefalee persistenti e fastidiose, che
a volte possono essere confuse con attacchi di emicrania, oppure
con le cefalee tensive;
- bruciore molesto agli occhi, da cheratocongiuntiviti anche persistenti;
- malessere vago ed indefinito a tutto l'organismo con sensazione
di pesantezza retrosternale;
- mialgie diffuse particolarmente in zona cervicale e lombo-sacrale;
- prurito in gola (vellichio) con frequenti stimoli di tosse,
espettorazione scarsa ma persistente anche durante tutto l'anno,
specie nei mesi estivi, se nel locale esiste impianto di aria
condizionata mantenuta a bassa temperatura,
tensione alla base del collo con interessamento dei muscoli, dei
tendini e dei nervi della regione scapolare e sottoscapolare;
- instabilità ed irregolarità dell'alvo, con crisi
di visceropatia spastica recidivante;
- irritabilità ed irrequietezza, specie nelle tarde ore
pomeridiane;
- aumento dell'ansia e della tensione nervosa, in modo particolare
verso sera, con " disturbi somatoformi", specie a carico
del sistema cardiovascolare.
È
necessario conoscere che di norma, negli ambienti chiusi o poco
ventilati, la ionizzazione dell'aria diviene altamente positiva,
contribuendo ad accrescere la sintomatologia sopraindicata, in
modo particolare durante le ore pomeridiane.
E' facilmente intuibile, a questo punto, che non è altrimenti
procrastinabile la formazione, anche nel nostro paese, di una
maggiore coscienza "edile", nel senso che vale la pena
di cominciare ad usare prodotti di nuova generazione, certamente
più costosi ma molto meno insalubri di quelli ancora normalmente
usati nella costruzione degli edifici.
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