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IL Sole e l'elioterapia in ambiente marino
       
       
   

 




Il Sole e l'elioterapia in ambiente marino

La stragrande maggioranza delle persone si reca al mare per “ prendere il sole” ed ottenere un “bella abbronzatura”, magari non per un beneficio terapeutico ma solo per un buon effetto estetico.

Il sole, in ambiente marino, in modo particolare durante i mesi estivi al sud e sulle isole, va opportunamente dosato, non solo a seconda del tipo di pelle, come abbiamo visto, ma anche per la grande luminosità del cielo, per la maggiore trasparenza dell’aria e per la costante presenza di brezze, anche piuttosto forti.

Con questo tipo di condizioni atmosferiche, sulle località costiere e più ancora in mare aperto, la radiazione solare diventa molto più forte del normale, anche se meno avvertita sulla pelle rispetto a quella delle località più interne.

I rischi derivanti da prolungata esposizione ad elevata radiazione solare, in modo prevalente la radiazione ultravioletta a corta lunghezza d 'onda, sono soprattutto a carico della cute e degli occhi, che si potrebbero definire veri e propri " organi bersaglio ".

Naturalmente questi rischi sono aumentati negli ultimi anni perchè sempre maggiore è il numero di persone che ormai usufruisce di un buon periodo di vacanze estive, trascorse, in modo particolare, sulle coste, in mare aperto o sulle isole.

A carico della cute vanno presi in considerazione sia i melanomi come i carcinomi, mentre a carico degli occhi si può presentare, molto più spesso di quello che si creda, la fotocongiuntivite, la fotocheratite, l'eritema locale ed anche, seppure per fortuna ancora rara, la fotocarcinogenesi.

Sono stati compiuti molti studi in merito in questi ultimi anni e si è dimostrato un effettivo aumento costante dei carcinomi e dei melanomi della pelle negli ultimi 50 anni, soprattutto a carico delle persone appartenenti a livelli socio-economici medio-alti, con pelle del primo e secondo tipo e di solito praticanti un lavoro sedentario.

Tutto questo sembra dimostrare infatti che l'incidenza aumenta quando l'esposizione alla luce solare e pertanto alla radiazione ultravioletta e' praticata in modo intenso ma soprattutto discontinuo, mentre, al contrario, categorie di persone che sono esposte alla radiazione solare in modo pressochè continuo, come i marinai, gli alpinisti oppure i muratori, sembrano essere molto meno colpiti da queste forme tumorali.

A questo punto è importante conoscere che per ogni lunghezza d'onda esiste un fattore di esposizione oltre il quale cominciano i danni acuti e cronici.

Gli effetti maggiori si hanno comunque per lunghezze d'onda al di sotto dei 315 nanometri.

E' necessario anche puntualizzare il fatto che anche l' abitudine, sempre più diffusa, di usare lampade abbronzanti a base di UVA non si dimostra del tutto esente da pericoli, sia per la pelle che per gli occhi.

Infatti i risultati dal punto di vista medico, eccettuata una modica abbronzatura, sono o aleatori o insignificanti, anche per il fatto che la protezione dalla radiazione solare e' di molto inferiore a quella che si ottiene all'aperto, esponendosi al sole "a piccole dosi".

In più esistono rischi per la pelle, dato che gli occhi, di norma, possono essere protetti con occhiali opportuni, perché, con i raggi UVA, e' necessario un tempo di esposizione più prolungato, sempre se si desidera ottenere una buona abbronzatura, vanto di tutte le persone VIP.

E’ anche necessario ricordare che un ora di esposizione al sole, con cielo sereno, assenza di vento, atmosfera limpida con grande luminosità del cielo, in riva al mare, dà lo stesso stimolo alla pelle, sia che venga praticata alle ore 7 del mattino nel mese di luglio oppure alle ore 13 nel mese di gennaio.

Pertanto, durante i mesi estivi, in modo particolare sulle isole, sulle coste o sulle spiagge, meglio esporsi al sole nelle prime ore del mattino oppure verso sera, quando la radiazione solare non e' molto intensa, proprio per evitare rischi, soprattutto nei portatori di calcolosi epatica o renale, nei soggetti neuroeretistici, ipertiroidei, debilitati, stressati, ansiosi o nei possessori di pelle molto bianca.

E l’interessante è anche il fatto che, anche con queste precauzioni, è possibile ottenere, nello stesso modo e con rischio zero, un bellissimo colorito bronzeo dal grande valore estetico.


I FOTOTIPI DI PELLE


Tempi di esposizione al sole - Intensità UV

CATEGORIA

INDICE UV

TEMPO MASSIMO
DI ESPOSIZIONE PER EVITARE
UN ERITEMA CUTANEO

ESTREMA

MAGGIORE DI 9.0

MENO DI 15 MINUTI

ALTA

DA 7.0 A 8.9

20 MINUTI CIRCA

MODERATA

DA 4.0 A 6.9

30 MINUTI CIRCA

BASSA

MINORE DI 4.0

UN’ORA O PIÙ

 

L'accentuazione o la diminuzione dell'intensità ultravioletta dipende dalla copertura nuvolosa

CIELO SERENO CIELO NUVOLOSO CIELO COPERTO

11.0

6.6

3.3

10.0

6.0

3.0

9.0

5.4

2.7

8.0

4.8

2.4

7.0

4.2

2.1

6.0

3.6

1.8

5.0

3.0

1.5

4.0

2.4

1.2

3.0

1.8

0.9